Corbaccio - Racconti da una carovana

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Racconti da una carovana

Racconti da una carovana
Elena Dak, autrice di La carovana del sale ci racconta l'emozionante esperienza che ha vissuto nell'autunno del 2005 quando si unì a una carovana di tuareg: trenta uomini che ogni anno attraversano il Ténéré con trecento dromedari . Un privilegio non comune, da meritarsi giorno per giorno con grandi fatiche, che le ha lasciato ricordi indelebili.

Il Sahara copre oltre quattro milioni di chilometri quadrati del continente africano, dall'Atlantico al Mar Rosso e separa la fascia costiera mediterranea dall'Africa centrale dove si trasforma in steppa prima di lasciare posto alla foresta equatoriale. E' il deserto più vasto e arido della terra. Ogni anno, tra l'autunno e l'inverno, i tuareg del nord del Niger, attraversano il Ténéré con centinaia di dromedari per rifornirsi di sale e datteri che poi trasporteranno nei paesi del sud per scambiarli con miglio, cereale sul quale si basa la loro alimentazione. Da anni desideravo prendere parte alla "carovana del sale" quando, quasi per caso, ebbi l'occasione di unirmi al gruppo di 30 uomini e 300 dromedari. Ricordo ancora la sensazione che accompagnò la mia prima tappa, sensazione che così descrivevo nel mio diario:

«01ottobre-Niamey
Ieri un'alba come nelle tele di Giorgione. Decollando da Tessera, l'aeroporto di Venezia, la laguna mi è apparsa con singolare nitidezza. Ora è il Niger davanti a me: argenteo il fiume, grigio il cielo, incolore il sole. In questa luce omogenea si stagliano le silhouette dei pescatori bambini, che lanciano le reti in aria per lasciarle cadere sulla superficie dell'acqua come enormi meduse.
Qui a Niamey caldo umido, terra rossa, vegetazione rigogliosa. È strano, non è certo la prima volta che ci vengo, ma sono emozionata: il Mediterraneo è alle spalle, il primo passo è fatto, l'avventura comincia.»

E' grazie all'intercessione di Ihalan, il giovane touareg che sarà mio compagno per tutto il 9788863806267_la_carovana_del_sale_3da.png tempo, che suo padre, il capo carovana, ha accettato che io ne facessi parte. Mi ha accolta e per qualche giorno starò presso la sua famiglia ad assistere ai preparativi finché la luna non darà, col suo apparire, il segnale della partenza. Ora è notte e dopo aver bevuto l'ultimo tè sto con Ihalan e altri due touareg a parlare nel buio, inebriati dal profumo di legna d'acacia appena arsa. C'è un silenzio di stelle, di pietre, di bellezza che rasenta il limite e questo è solo l'inizio. La carovana dorme, io non e lascio che il cielo mi cada addosso.
La mattina la sveglia è alle 5,il fuoco già acceso e Mahmoud, il capo carovana, in preghiera nel torpore del campo, sotto un cielo ancora stellato. Quest'anno è decisamente piovuto poco e i pascoli sono scarsi, così i dromedari, lasciati liberi la sera, si allontanano molto e noi dobbiamo recuperarli. Tutto il tempo che perdiamo sarà recuperato la notte.
Sto imparando a salire sul dromedario in marcia: dopo un po' di tentativi goffi le cose stanno migliorando.
Gli altri hanno pudore a chiedermi una mano, però pian piano il rapporto evolve e mi affidano dromedari durante la marcia o patate da pelare o sacchi da riempire. A volte è faticoso, ma la mia fatica di adesso è nulla rispetto alla loro di sempre. Scena: immaginate questa piccola carovana di 30 dromedari in mezzo alle montagne. E poi, dietro un costone, appaiono almeno 100 dromedari immobili, schierati come un esercito, carichi di paglia e miglio. Al nostro passaggio, senza un cenno, si sono accodati a noi. È diventato un esodo, una lunga fila di animali ordinati, pochi uomini e polvere. Mi sono detta: come racconto tutto questo? Come spiego questa emozione senza voce, senza nome, che mi tiene in sua balia, totalmente arresa? Ancora mi riesce difficile raccontare queste luci, questa polvere, le voci di chi trova finalmente breve riposo. Al mio ritorno parleranno anche le immagini che sto raccogliendo. Spero con forza che si compia quel piccolo miracolo che permette di cogliere in un'inquadratura, quello sprazzo di luce, l'armonia dei colori, l'intenzione di uno sguardo, la mia stessa emozione.

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