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SULLE ALI DI UN APE
Da Lisbona a Pechino in 212 giorni
Paolo Brovelli
Pagg. 512
€ 19.60
Narrativa di viaggio
Collana: Exploits
In libreria
dal: 11 Gennaio 2007
Libro disponibile
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"Tutto ebbe inizio sul finir dell’estate del 1997", così l’autore ci introduce al racconto di un viaggio meraviglioso, attraverso il continente eurasiatico "sulle ali di un Ape".
Un viaggio che ripercorre la Via della seta al ritmo lento del piccolo motocarro, attraverso luoghi lontani, dove il tempo pare essersi fermato, ma tutto è in evoluzione ora più che mai, presentandoci gli amici che di chilometro in chilometro riempiono la storia con le loro vite e i loro pensieri.
Esploriamo le grigie periferie georgiane insieme a Miša, fumiamo l’oppio iraniano con Ahmet, ascoltiamo i racconti di nomadi turkmeni sotto il pergolato di Amen; e poi Ramin, durante i giorni di Teheran, Abu e la sua Samarcanda e altri ancora, che si muovono mescolandosi a Gengis Khan e Tamerlano, ai mullah iraniani, ai cammellieri kirghizi, ai pastori uzbeki, ai mercanti cinesi, agli antichi viaggiatori come il marocchino Ibn Battuta e l’onnipresente Marco Polo.
Mille viaggi in un’avventura coinvolgente, dove davanti ai nostri occhi prendono forma alcune delle regioni più affascinanti del pianeta, i deserti misteriosi dell’Asia centrale e i valichi impervi dell’Himalaya, i vicoli di Istanbul e le maestose madrase di Samarcanda. E ancora Persepoli, Buhara, il deserto del Gobi, Pechino...
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"Dopo quasi tre mesi di viaggio lento e meditato tutto mi sembra normale. Una normalità primordiale, mista di stupore, piacere e serena accettazione. Tutto è sorpresa, ma la sorpresa è norma, in un itinerario tanto lungo e complesso. Di città in città, da un paesaggio all’altro, tra poveri, ricchi, intellettuali, reietti ci muoviamo spontanei e liberi. Semplici, ci adattiamo a questa persona o a quella tribù, al cibo e al clima, sorseggiando oggi un caffè a Teheran, domani un tè nei gulistan di Shiraz.
Non siamo nemmeno a metà, e in questi primi ottanta giorni mi pare di aver vissuto almeno quattro viaggi diversi e molti mesi in più di quel che in realtà è stato. Le ‘ore del viaggiatore', le chiamo io. Valgono sette volte di più di quelle normali, come per i cani. Qualcuno, forse, l’aveva detto che viaggiare allunga la vita."
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