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IL LIBRAIO

 
 
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L'UOMO CHE LEGGEVA LE STELLE
Il romanzo di Nostradamus
Dominique Nobécourt - Jérôme Nobécourt
Traduzione di Valeria Galassi
Pagg. 492
€ 18.60

Collana: Narratori Corbaccio
In libreria dal: 9 Ottobre 2008
Libro  disponibile


 

 IL LIBRO   
 
Nel 1533, all’età di trent’anni, Michel de Nostradame è un medico e un astrologo stimato, ma anche temuto per le sue straordinarie facoltà: sospettato di eresia, trova rifugio a Saint-Rémy-de-Provence dal nonno Jean, gran maestro in scienze occulte dove, al sicuro, prosegue i suoi studi e le sue ricerche lontano dalla follia assassina degli inquisitori. Ma la pace dura poco: Ochoa, un monaco mistico e sanguinario, che accusa Michel di stregoneria, lo rintraccia e ferisce mortalmente Jean. Prima di morire, costui svela a Michel il segreto che la sua famiglia custodisce da generazioni: i Nostradame discendono dalla tribù israelita degli Issachar, custodi degli arcani sul destino dell’umanità. E il nome testimonia la loro missione: «Nostra Damus», «noi diamo ciò che possediamo». Infine gli affida i libri della Qabbalah, dove Michel potrà trovare saggezza e conoscenza.
Michel torna a Parigi dove si perfeziona in scienze legali e scienze occulte, ma non per questo trascura di immergersi in una capitale in pieno Rinascimento sotto il regno di Francesco I, e negli ambienti di corte. Conosce Jacques de Saint-André, cugino della famiglia reale ed ex precettore del Delfino, che lo introduce ai potenti del regno e in particolare alla giovane Caterina de’ Medici. Michel si innamora perdutamente di Marie, figlia del barone d’Hallencourt, intransigente persecutore di eretici. Ma, forte del suo amore, Michel non vede nulla dei pericoli, della gelosia, dei tradimenti e delle meschinità degli uomini che lo circondano. Così come ignora che nel suo stato, solo, nuovamente in fuga e ferito, i suoi doni si manifesteranno in tutta la loro potenza, permettendogli, dopo un anno di esilio e di fuga, di tornare a Parigi, sano e salvo e trionfatore sui suoi nemici.
 
 UN BRANO   
 
"«Cosa può fare una regina contro un mago dai poteri sovrumani?» chiese Caterina de’ Medici a Nostradamus.
Egli sorrise, distante.
«Simili poteri non appartengono a me, bensì a un mago che non vuol essere forzato. Quell’entità suprema è al lavoro, lasciamola fare. Condurrà gli uomini alla conoscenza della verità. Un giorno, se avranno la pazienza di vivere.»
«Chi sarebbe questo mago?»
«Il Tempo, di cui noi siamo i giocattoli.»
«Siamo davvero così insignificanti?»
«Al contrario, madame. Possediamo l’unico filtro veramente magico che ci permette di collegare l’alto e il basso e di essere in armonia con l’universo.»
«Mi rivelereste questo gran segreto?» mormorò lei.
«L’amore, madame. Voler amare.»
«Ho un ultimo favore da chiedervi!»
Avvicinatasi alla propria biblioteca, ne estrasse una copia delle Centurie.
«Ecco qui, maestro. So che mi avete dedicato parecchie opere, ma si trattava di un obbligo. Vorrei qui poche parole vergate di vostro pugno, qualcosa che non sia dettato dalla deferenza».
Ripensando un istante al cammino percorso e alla sorte di quelli che «tante volte lo avevano fatto morto», Nostradamus scrisse: Immortale io sarò, da vivo e morente e più ancora dopo la mia morte il mio nome vivrà su tutta la terra."
 
   GLI AUTORI   
   
 
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