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"Nutrire i propri simili è una delle missioni più nobili che ci siano. E’ il senso principale della cucina. Gaspard, fin dagli inizi con le madri dei suoi compagni di scuola, cercava un’autenticità. Un equilibrio tra terra e cielo, tra mente e corpo. Aveva sempre esaltato l’immediatezza del gesto, quella pertinenza della leggerezza, come una dignità, un contegno che era il vero valore del saper mangiare.
Si trattava di una forma di concentrazione, di meditazione e di offerta. Scegliere verdura, frutta, carne e pesce al mercato, decidere il modo migliore di accostarli, di tagliarli, di cuocerli, di servirli, tutto questo era una forma di amore. L’aveva disimparato a furia di lavorare in un ristorante troppo caro, troppo elegante, troppo lontano dai suoi primi amori.
Ora non gli restava che riscoprirlo."
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