Ingram
di Louis CK
Genere
RomanziCollana
NARRATORI CORBACCIOEAN
9791259923622Pagine
304Formato
BrossuraTexas. Una mattina la madre prepara un fagotto, lo mette in mano a Ingram e gli dice di andarsene. Non può più occuparsi di lui. Ma Ingram ha nove anni. Non sa dove andare. Non sa nemmeno cosa ci sia oltre la strada sterrata che parte da casa sua. È cresciuto in una fattoria, tra il silenzio del padre e il lento declino della madre, tra animali, polvere e nient’altro. Non ha mai visto un uomo nero. Non sa cosa voglia dire giocare né leggere un libro. Non ha mai sentito pronunciare la parola amore. Della vita, Ingram deve ancora scoprire tutto. Ed è costretto a farlo da solo, senza un amico, nelle condizioni peggiori che il destino potesse riservargli. Quello che lo aspetta è un Texas aspro e sconfinato: campi di mais e pozzi petroliferi, interstatali senza nome e quartieri in cui nessuno lo conosce e nessuno lo aspetta. Lungo il cammino incontra un uomo enorme che gli insegna la prima cosa vera sul mondo; una donna che lo nutre e lo accoglie come se fosse suo figlio; una cameriera che gli mette in mano un libro e gli insegna a leggere; un criminale in fuga che gli regala una bussola; un bambino ancora più solo di lui che Ingram porta sulle spalle per chilometri. Sopravvive a un tornado, a un’esplosione, ai furti, alla violenza, alla malattia. E ogni volta si rialza, con la stessa ostinazione silenziosa con cui ha imparato a camminare su una strada che non porta da nessuna parte.
Ingram è il primo romanzo di Louis C.K. e porta con sé tutto ciò che l’ha reso uno dei personaggi più emblematici del nostro tempo. È un comico, ma anche un artista poliedrico, capace di riempire i teatri di tutto il mondo, Italia compresa. La sua è una comicità malinconica, che mette al centro la tristezza e il fallimento umano, perché la commedia, quella vera, non è altro che questo. Ed è esattamente questa la materia di cui è fatto Ingram: un grande romanzo americano che racconta l’America profonda, quella dei dimenticati e degli invisibili, ma che parla, con una precisione dolorosa, di qualcosa che appartiene a tutti noi.